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Circola dalla rassegna stampa odierna un’indiscrezione in merito all’ipotesi di una cessione della Roma da parte dei Friedkin ad un altro investitore americano, Tom Barrack. Classe 1947, figlio di un droghiere di origini libanesi, Barrack è un imprenditore statunitense, immobiliarista, fondatore e presidente esecutivo di una società di private equity, Colony Capital. Cresciuto in California, si è laureato alla University of Southern California per poi frequentare l’USC Gould School of Law, e ha avviato la sua carriera facendo la gavetta presso lo studio dell’avvocato personale del presidente Richard Nixon, prima di volare in Arabia Saudita per conto di un gigante edile cliente dello studio. Barrack, nel corso della sua carriera, ha ricoperto anche la carica di vice sottosegretario del Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti durante l’amministrazione Reagan.

All’inizio degli anni Novanta ha creato la Colony Capital, un fondo di private equity, ha investito poi 200 milioni nell’immobiliare in Medio Oriente e ha comprato anche dall’Aga Khan gli alberghi di lusso in Costa Smeralda, in Sardegna, poi indagato per evasione nell’ambito della cessione delle sue attività al fondo sovrano del Qatar. Tra i suoi possedimenti, inoltre, si annovera anche il Neverland Ranch, un tempo di Michael Jackson. Non solo Jackson: ha fatto anche un prestito pari a 24 milioni di dollari alla fotografa delle celebrità Annie Leibovitz.

Controversa, invece, è la questione che lo lega all’ex presidente repubblicano degli Stati Uniti Donald Trump: amici di lunga data, nel 2017 Barrack ha presieduto il Comitato inaugurale del presidente e nel 2021 è stato incriminato, poi assolto, con l’accusa di aver agito come agente straniero tra il 2016 e il 2018 per conto degli Emirati Arabi Uniti, influenzando le posizioni di politica estera della campagna di Trump. Inoltre, è stato anche accusato di ostruzione alla giustizia e di aver rilasciato false dichiarazioni.

Tornando al calcio, però, il profilo di Tom Barrack è noto: nel 2004 ha acquistato il Fukuoka Dome, stadio giapponese da 50.000 posti, prima del Paris Saint-Germain. Nel 2006, infatti, un consorzio formato anche dalla sua Colony Capital ha rilevato il club parigino, poi venduto nel 2011 al fondo sovrano qatariota, Qatar Investment Authority. L’attenzione dell’imprenditore, ai tempi del Psg, era già focalizzata sull’investimento sullo stadio: «Solo così si possono fare soldi col calcio».

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