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Ivan Zazzaroni: “Mourinho il più grande allenatore della storia della Roma, vale il 60% della squadra”

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Centro Suono Sport 101.5 durante la trasmissione “Crossover“. Queste le sue parole:

Che gara sarà Roma-Salisburgo?
«Penso che molto dipenderà dalla presenza dei titolari. Le individualità contro il Verona hanno fatto una partita di grande orgoglio e di grande sofferenza, ma ora parliamo di livello internazionale e la qualità deve essere più alta. Credo che per passare il turno non potranno bastare l’impegno di Bove o lo sforzo della difesa, ma neanche l’autonomia di Spinazzola o Belotti che ha lottato su tutti i palloni».

Che stadio si aspetta giovedì sera, soprattutto dopo le recenti parole di José Mourinho?
«Mourinho ha fatto un discorso chiaro su qualcosa che è stato ricostruito in maniera diversa, c’è stato un misunderstanding. Credo che Mourinho stesso ne parlerà in conferenza stampa: è stato fatto un richiamo di attenzione nei confronti di una parte di tifoseria che ci può stare. Il rapporto comunque non si è incrinato, è molto forte: il tifo ha dato moltissimo a Mourinho e viceversa».

Qual è il rapporto tra il tecnico portoghese e la società?
«Con la società non c’è un rapporto incrinato, ma sta mancando una certa attenzione. Ryan Friedkin segue il campo benissimo, ma certi chiarimenti su programmi futuri credo li debba dare Dan. Manca il confronto, gli americani danno molta autonomia e poi fanno i conti alla fine ma con Mourinho deve essere diverso. Ti devi adattare al modo di vivere del posto in cui investi, per carità sono fantastici perché mettono costantemente soldi ma c’è quel quid in più che mancaSe perdi Mourinho perdi il 60% della squadra, che abbia delle richieste è sicuro. Non hai un allenatore comune: prende 7 milioni all’anno, meritati, che in parte si è già ripagato riportando un trofeo a Roma e facendo registrare 24 sold-out consecutivi. Se passi il turno in Europa League e sei ancora terzo, a fine stagione devi ringraziare i ragazzi, Mourinho e i tifosi. Per vittorie è il più grande allenatore della storia della Roma e, da tutti, deve essere trattato come tale».

Vale ancora il progetto triennale auspicato 2 anni fa?
«Quando è stato preso si parlava di progetto triennale: primo anno di difficoltà, secondo di crescita e terzo di vittorie. Mourinho sapeva già del settlement agreement, oggi non si può ricostruire partendo dai giovani. Nel momento in cui Juventus, Milan e Inter soffrono, tutti tranne il Napoli di Spalletti che ha avuto anche un pizzico di fortuna e che è un punto di riferimento, bisogna approfittarne. Invece si parla di Mourinho resta o no, Abraham e Ibanez che potrebbero essere ceduti, Smalling che forse non rinnova. La Capitale a oggi è nella condizione di metter sotto Milano, per la capacità dei due allenatori».

Come mai la Roma gioca in questo modo?
«Strutturalmente questa squadra non può giocare bene, ma qualcuno non lo vuole capire. Per questioni di qualità tecniche e caratteristiche di giocatori la Roma non può giocare a campo aperto, prenderebbe tre gol ogni partita. Deve giocare in questo modo, come fanno altre squadre che magari hanno problematiche a centrocampo o poca qualità nei piedi dei difensori».

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