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La febbre è passata, i dubbi ancora no. Zaniolo corre a Trigoria tra incertezze sul futuro, malumori per i primi fischi e la voglia di tornare a segnare. Anche perché all’appello ormai manca solo lui. Potrebbe farlo a La Spezia, casa sua. Il condizionale è d’obbligo perché il posto da titolare è tutt’altro che garantito. Proprio nel febbraio scorso contro i liguri partì dalla panchina dopo aver marcato visita col Verona. Ma quando entrò fu decisivo guadagnandosi il rigore da 3 punti. Da quel momento ingranò la marcia, soprattutto in Europa. Una speranza. La realtà oggi dice che la Roma segna molto di più senza Zaniolo. Su 23 gol complessivi in campionato ben 16 sono stati segnati quando Nicolò non era in campo. Praticamente il 70%. Inoltre la coppa Dybala-Abraham è andata a segno solo quando lui era fuori. Se l’attacco inizia a carburare solo ora, i numeri relativi ai gol subiti sono da Champions. Escluso il poker incassato a Udine, infatti, la Roma ha subito appena 12 reti in 17 partite. In Europa inoltre solo 6 club hanno concesso meno tiri in porta. Numeri che fanno felice Mourinho. Per fargli tornare il sorriso sul mercato servirebbe una cessione ma per Shomurodov al Torino arrivano fumate nere. Il futuro ancora è tutto da discutere. Mou resterebbe (e sarebbe anche pronto al rinnovo) solo con precise garanzie, anche sul ruolo. Non più semplice allenatore, ma una sorta di manager all’inglese in grado di determinare scelte su mercato e strategie societarie. Tra i nomi scritti sul taccuino anche quelli di Schuurs, Amrabat e Zaha. Smentite le voci sulla cessione del club, resta sullo sfondo l’imprenditore immobiliare Tom Barrack che potrebbe essere interessato a una partnership per il discorso stadio.

“leggo”

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