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Centrocampo a 5, spazio ai ragazzi di Leeds, mezzala e bomber

Pensiamo la Roma con la difesa a 3. E poi parleremo del centrocampo. Diciamo che Llorente, dando per scontata l’uscita di Ibanez, sia almeno all’inizio più titolare di Ndicka. Perché Llorente, che Mourinho conosce da una vita, nei suoi primi mesi romani ha più che convinto l’allenatore. Ma poi le gerarchie possono cambiare, la Roma ha preso due buonissimi centrali.

Metti che a ore sbarchi Kristensen, e che finalmente la squadra abbia un padrone della fascia destra (con Celik riserva e Karsdorp via). A sinistra, svanite le suggestioni di Spinazzola in Arabia, si riparte da lui con Zalewski alternativa. E in mezzo? La Roma ci ha abituato al 3-4-2-1. Ma sta cercando un numero 8 che non sarà un Gattuso. Perché i preferiti di Mourinho sono Sabitzer e Kamada (un po’ più dietro c’è McTominay). In mezzo Cristante che giocherà più partite di Matic per questioni anagrafiche. Quindi Pellegrini più arretrato, più votato al sacrificio, in nome dell’equilibrio. Centrocampo a 5. Che poi non trattandosi di calciobalilla, in fase propositiva a turni le mezze ali salgono.

Più Dybala più un attaccante che porti i gol, terribilmente mancati nell’ultima stagione. Chi te ne garantisce una ventina? Ipoteticamente, sia Scamacca sia Morata, sicuramente pure Icardi. Fatto sta che la Roma in embrione viene pensata anche per modificare l’assetto, col centrocampo a 5 per favorire gli equilibri qualora si accontentasse l’allenatore prendendo l’austriaco o il giapponese. Belotti rimarrà, le voci sulla possibile cessione è figlia di idee di cui ne scrive, nulla di più. Rimarrà Solbakken, ha rinnovato El Shaarawy. Sarebbe gradito un attaccante di profondità per completare il reparto, magari di prospettiva, magari per il quale fare un piccolo investimento, anche perché Dybala non ne garantisce 60 di partite. E c’è poi Aouar, che entra nelle rotazioni.

Fra i validi ragazzi del vivaio, da seguire Pisilli, che potrebbe in pianta stabile lavorare in prima squadra. Questa può essere la Roma, se fossero seguite le indicazioni della guida tecnica. E non è né semplice né scontato che accada. Perché il calciomercato è materia complicata. Ma se la Roma fosse questa, strutturata così per il 2023-24, sarebbe competitiva in Italia ma pure in Europa. Perché c’è un dente avvelenato dalla sera di Budapest. È il dente di un portoghese.

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